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Quattro passaggi, sempre gli stessi

Il Metodo Magistri

Non applico lo stesso trattamento a tutti. Uso una cornice di lavoro in quattro passaggi — capire, trattare, consolidare e verificare — adattandone contenuti e tempi alla persona che ho davanti.

Una seduta può dare sollievo; quando il problema è ricorrente, può essere utile anche capire quali fattori lo mantengono e verificare nel tempo come cambia. Per questo il percorso segue quattro passaggi: capire, trattare, consolidare e verificare.

Il colloquio della prima visita: osteopata e paziente seduti alla scrivania, lo studio intero nel campo

Capire

da dove nasce, non solo dove fa male

La prima cosa che faccio non è toccarti. È ascoltarti.

Ti chiedo cosa senti, da quanto tempo, quando peggiora e cosa hai già provato. Parliamo anche di sonno, masticazione, lavoro, traumi e interventi precedenti: informazioni che possono aiutare a ricostruire il contesto del problema e a scegliere cosa approfondire nella valutazione.

Poi guardo come stai in piedi e come ti muovi. Dove serve, uso la valutazione posturale e occluso-posturale strumentale: denti, masticazione e postura possono influenzarsi, e quando i sintomi o la storia lo suggeriscono valuto se questi elementi meritano un approfondimento insieme al dentista o ad altri professionisti.

L'osteopata accovacciato osserva l'appoggio di un paziente in piedi, nello studio

E quando serve un altro sguardo, so a chi mandarti.

Un dentista, un ortodontista, un ortottista, un logopedista, un medico. Lavoro abitualmente in collaborazione con altri professionisti, ed è anche il motivo per cui ricevo presso un centro dentistico.

Trattare

le mani, con il ventaglio giusto

Questa è osteopatia. Nessun rumore, nessuno strappo.

C’è chi immagina che da un osteopata si esca sistemati con un movimento secco. Non è il mio modo di lavorare. Uso pressioni lente e un ventaglio ampio di tecniche manuali, comprese quelle più dolci: le stesse che si usano su persone fragili, in gravidanza e sui bambini piccoli.

Lavoro su muscoli, fasce, articolazioni e sulla mobilità dei visceri. Il punto doloroso non sempre spiega da solo il problema: per esempio, la mobilità del collo può contribuire a un fastidio alla spalla, alcune tensioni cervicali possono associarsi a determinati mal di testa e la mobilità dell’anca può influire sul carico lombare.

Se in qualche caso una tecnica più diretta è indicata, te lo spiego prima e decidiamo insieme.

Le mani dell’osteopata al lavoro sulla schiena di una paziente distesa sul lettino

Armonizzare non è forzare.

Il corpo risponde meglio quando lo accompagni, non quando lo strappi.

Consolidare

ciò che lavora fra una seduta e l’altra

Il percorso continua anche fra una seduta e l’altra. Le indicazioni concordate insieme possono aiutare a mantenere i cambiamenti e a capire come il corpo risponde nella vita quotidiana.

Quello che ti do da fare.

Poche cose, concrete, tarate su di te: come stai seduto se passi le giornate alla scrivania, quali movimenti recuperare, cosa evitare per un po’. Non un programma da palestra: le due o tre cose che nel tuo caso fanno la differenza.

L’unità di controllo del sistema PEMF: il tablet coi programmi, pronto all’avvio

Il supporto strumentale, dove è indicato.

Quando è appropriato, può essere valutato un supporto domiciliare con sistema PEMF. Obiettivo, durata, controindicazioni e benefici attesi vengono discussi caso per caso, nel rispetto delle indicazioni autorizzate del dispositivo.

Verificare

si torna a misurare

Alla fine del percorso rifacciamo la stessa valutazione che abbiamo fatto all’inizio.

Non è una formalità: serve a mettere insieme ciò che senti, ciò che riesci a fare e gli elementi osservati durante la valutazione, per capire cosa è cambiato e cosa richiede ancora attenzione. A volte conferma quello che senti. A volte mostra che una parte ha risposto e un’altra no — e allora si lavora ancora lì.

Da qui si decide insieme come proseguire: chiudere, diradare, o tenere un controllo ogni tanto.

Cosa non prometto

«Preferisco prometterti meno e mantenerlo, che venderti un risultato facile che poi ricade»

Matteo Magistri · Osteopata D.O.

Se pensi di uscire da qui sistemato per sempre in una seduta, te lo dico subito: non funziona così.

I tempi variano in base al problema, alla sua durata e alla risposta individuale. Io ti propongo un percorso e lo verifichiamo insieme; le indicazioni fra una seduta e l’altra sono una parte importante, ma non sono una garanzia di risultato.

Non tutti i problemi rispondono alla terapia manuale allo stesso modo,

e alcuni non sono di mia competenza. Se dopo le prime sedute non vedo cambiamenti, te lo dico io: continuare a trattare qualcosa che non si muove non serve a nessuno dei due.

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