Sportivi · Ostia Lido
Osteopata per sportivi
L’infortunio che torna sempre allo stesso punto

Come comincia
Ti sei fermato, hai fatto le cose per bene, sei rientrato. E dopo tre settimane è tornato. Stesso punto, stessa sensazione.
Oppure il contrario: non ti sei mai fermato davvero, e convivi con qualcosa che tira sempre un po’, che gestisci scaldandoti di più e stringendo i denti.
Quando un dolore o un infortunio si ripresenta, il punto coinvolto può non spiegare da solo il problema. Vale la pena riconsiderare gesto, carico, recupero e storia degli infortuni.
Le frasi che sento più spesso
- «Vorrei tornare ad allenarmi, ma ogni volta che ci provo qualcosa tira»
- «Mi si blocca sempre lo stesso ginocchio»
- «Il polpaccio mi va in tensione solo da un lato»
- «Ho la schiena che si blocca dopo gli stacchi»
- «Il fisioterapista me l’ha sistemato, poi è tornato»
- «Mi hanno detto che è normale, che devo solo allungare di più»
Sportivi
Il riposo, la tecar, e «è normale a quell’età»
Il riposo
Può essere necessario nella fase iniziale. Il rientro richiede poi una progressione del carico e, quando indicato, un lavoro sul gesto e sui fattori associati all’infortunio.
La fisioterapia e la tecar
Possono essere centrali nel recupero. Il mio eventuale contributo è complementare: osservare movimento, carico e altri distretti che possono partecipare al gesto, coordinandomi con chi ti sta già seguendo.
Lo stretching
Può essere utile in alcuni casi e poco rilevante in altri. Una sensazione di tensione non dipende sempre dalla sola lunghezza muscolare: va letta insieme a forza, controllo del movimento, carico e recupero.
La visita medica sportiva
Valuta l’idoneità. L’analisi del movimento e del gesto risponde a una domanda diversa e, quando serve, può affiancare il percorso medico e fisioterapico.
«È normale»
A una certa età, con un certo carico di allenamento, un po’ di tutto è normale. Ma un dolore che torna sempre allo stesso punto è un’informazione, non un dazio da pagare.

Cosa guardo io
Guardo la catena, non solo il punto che fa male
Un dolore ricorrente al ginocchio può dipendere dal ginocchio stesso e, in alcuni casi, essere influenzato anche dalla mobilità dell’anca, dal piede o dal modo in cui viene gestito il carico. La valutazione serve a distinguere questi elementi.
- Come ti muovi, non come stai fermo: accosciata, affondo, rotazione del busto, salto e atterraggio, a seconda di cosa fai.
- Gli appoggi e le rotazioni, dove il carico entra e dove si perde.
- Le asimmetrie: possono essere normali oppure rilevanti per il gesto sportivo, e vanno interpretate insieme ai sintomi, alla storia e alle richieste specifiche dello sport.
- Il gesto del tuo sport, perché una spalla da nuoto e una da palestra non si comportano allo stesso modo.
- Cosa è successo prima: vecchie distorsioni, fratture, interventi. Il corpo si organizza intorno a quello che ha vissuto, anche anni dopo.
Come lavoro
Come lo affrontiamo
All’inizio si protegge il distretto dolente
e si modula il carico. Poi, in base alla valutazione, si lavora sui fattori che possono contribuire al gesto e si programma un rientro graduale all’attività.
Terapia manuale
su muscoli, fasce e articolazioni, tarata sul momento della stagione in cui ti trovo: si lavora diversamente su chi è fermo e su chi gareggia fra dieci giorni.
Il supporto strumentale dove serve.
La magnetoterapia domiciliare con sistema PEMF accompagna il recupero fra una seduta e l’altra, soprattutto su infiammazioni che durano e su esiti post-traumatici.
Il rientro, per gradi.
La parte che quasi tutti saltano. Tornare al carico di prima nella settimana in cui il dolore sparisce è il modo più comune di ritrovarsi allo stesso punto un mese dopo.
Sportivi
Cosa aspettarti

Quanto tempo prima di tornare ad allenarmi?
Dipende da cosa c’è sotto, e non te lo dico al telefono. Quello che posso dirti è che alla fine della prima visita avrai una previsione concreta, e che nella maggior parte dei casi non si smette del tutto: si cambia cosa si fa mentre si recupera.
Devo fermarmi?
Quasi mai del tutto. Fermarsi completamente ha un costo — di forma, di abitudine, di testa — che spesso non è necessario. Più utile è togliere il gesto che carica e tenere il resto.
Posso venire prima di una gara?
Sì, ma non il giorno prima per la prima volta. Un trattamento su un corpo che non conosco, a ridosso di una gara, è un rischio inutile: meglio conoscersi quando c’è tempo.
Quante sedute?
Dipende dal tipo di problema, dalla sua durata, dagli obiettivi e da come risponde il corpo. Alla fine della prima visita ti propongo un primo orientamento e concordiamo quando verificare se il percorso sta funzionando.
Serve il certificato medico sportivo?
No, per venire da me no. E non è una cosa che rilascio io: l’idoneità agonistica la certifica un medico dello sport.
Riprova sociale
Cosa dicono i pazienti
Le recensioni le scrivono i pazienti sulle loro pagine, non io sulla mia.
Parliamone
Se il problema continua a tornare, non limitiamoci a spegnere il dolore.
Valutiamo insieme carico, gesto, recupero e fattori che possono contribuire.